La Finanza del Lunedì - 15 Marzo 2021

Il NASDAQ cala ancora, scoppierà una bolla? Come investire nel NASDAQ senza prendere rischi inutili!

Questa è la domanda che alcuni investitori mi hanno posto nei giorni scorsi, quando hanno visto crollare il proprio valore di portafoglio di centinaia di migliaia di euro.
Oggi ha recuperato circa il 5%, mentre alcuni titoli minori continuano a perdere il 20% al GIORNO e potrebbero non recuperare mai il loro prezzo iniziale.


Prima di affrontare l’argomento sono importanti 2 premesse:

  1. I cali di borsa, anche ampi, possono capitare anche nei periodi dei rialzi dei mercati, infatti si chiamano “correzioni” non a caso. Uno dei motivi alla base dell’ultimo oltre alla paura dell’inflazione di cui ho già parlato, calo sono state anche le “prese di beneficio”, ovvero le vendite per incassare guadagni.
  2. Le bolle si generano quando i prezzi di borsa delle aziende salgono senza essere sostenute dai loro utili, rappresentativi di una crescita reale.


Abbiamo due valorizzazioni di questo indice:

Il Nasdaq Composite in cui sono quotate 3000 aziende americane anche di piccolissime dimensioni non legate alla tecnologia.

Invece il Nasdaq 100 è un suo sottoinsieme in cui sono incluse le big della tecnologia che determinano il 90% del suo movimento ( Facebook, Netflix, Google, Apple, Microsoft)

Il rialzo dell’indice dal 2008 ad oggi è stato del 1000%!


Alcuni investitori pensano sia una bolla! Ovvero i prezzi siano gonfiati e non supportati da utili.
Il calo repentino, del 14% in 15 giorni di febbraio, ha preoccupato soprattutto chi ha comprato alcuni titoli il prezzo è sceso anche del 20-30% al giorno!

Il ricordo della grande bolla del Nasdaq del 2000 è ancora fresco. Ma dobbiamo tenere presente una grande differenza, nel 2000 la crescita improvvisa era data dall’euforia di internet che gonfiò il prezzo dell’indice fino ad essere 80 volte gli utili, invece oggi il valore del Nasdaq è ampiamente giustificato dalla crescita delle aziende che lo compongono.
Il suo prezzo è maggiore di “solo”, per così dire, 40 volte l’utile, ma lontano dai prezzi folli del 2000.

Quindi questi cali sono addirittura salutari, stanno livellando i prezzi.


Spesso ci si fa abbagliare dai rendimenti di alcuni titoli, ma possono essere estremamente rischiosi.
Si deve tenere presente che la loro crescita di borsa non sempre è giustificata dalla crescita degli utili e che quindi potrebbero crollare all’improvviso e non recuperare mai il loro prezzo massimo.

Un caso emblematico è Tesla, passata in un anno ad avere un prezzo ad azione da 70 da 700 e sappiamo quanto gli utili dell’azienda non siano sostenuti dalla vendita di auto elettriche.

Quindi il consiglio prima di tutto è di investire in aziende sane che producono utili e ben patrimonializzate, non indebitate con le banche, ma è opportuno comprarle attraverso le società di gestione dato che i gestori hanno accesso ad informazioni che vengono precluse ai singoli investitori, oppure acquistiamo direttamente l’indice attraverso gli ETF.

In conclusione, l’azionario è visto in crescita ed è favorito rispetto all’obbligazionario, ma per partecipare alla crescita del mercato senza correre rischi inutili ci sono tre sistemi:

  1. diversificare con delle gestioni in fondi/sicav oppure con ETF
  2. sfruttare la volatilità con gli acquisti diluiti nel tempo attraverso i PIANI DI ACCUMULO
  3. DARE TEMPO AL TEMPO


Infine, l'indice VIX è 25,12.

La volatilità è ancora tanta.


I dati delle borse della settimana dal’8 al 15 marzo


Ftse Mib +4,45%

Dow Jones +5,53%

S&P 500 +4,49%

MSCI world +2,85%

Eurostoxx +2,98%

Nasdaq +3,75%










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alessandra pitzalis

Consulente Finanziario Iscritto all’Albo dei Consulenti Finanziari Delibera Consob N° 13354 del 27/11/2001

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