Come proteggere il portafoglio dalla volatilità.
di Alessandra Pitzalis | pubblicato il 8 marzo 2022
Trovarsi ai confini di una guerra nel 2022 con il rischio di un conflitto mondiale, sembrava una ipotesi impossibile, anche solo da immaginare, eppure ....
Al dolore per i morti e feriti e la preoccupazione per il futuro si aggiunge anche la preoccupazione per i nostri investimenti.
Ma ricordo, prima di tutto, quanto le crisi scatenate da una guerra si siano risolte e superate come ogni altra crisi della storia e anzi si sono poi rivelate sempre grandi occasioni d’acquisto.
L'attuale situazione, decisamente angosciante arriva dopo una pandemia dalla quale non siamo ancora usciti completamente, ma ragionando a mente fredda riporto la risposta ad una domanda sul web:
" Se la crisi dovesse durare ?"
Se la crisi dovesse durare potrebbe impattare in modo serio sull'economia reale, allora si dovrà investire in aziende di qualità, ovvero con basso indebitamento e stabili, ampliando la diversificazione.
La situazione delle borse nel 2020 era decisamente peggiore: è ancora fresco il ricordo del -17% della borsa italiana a marzo 2020 , dell'indice della volatilità ( chiamato non a caso indice della paura) arrivò fino ad 80, oggi è 31, decisamente contenuto;
come non abbiamo dimenticato il prezzo del petrolio statunitense WTI scendere in negativo a -37,63 $ al barile, a causa del blocco dei consumi mondiale, ( chi lo vendeva andava in perdita) non era mai accaduto nella storia.
Il futuro non era certo roseo, eppure abbiamo assistito ad uno dei rimbalzi più importanti di sempre, ossia il + 70% delle BORSE in 10 mesi, dopo aver toccato il -30% in un mese.
Questa crisi sembra una via di mezzo tra la guerra del Vietnam, seconda guerra mondiale e crisi energetica a Suez degli anni 70.
Ma dobbiamo tenere sempre presente che
ogni crisi è diversa dalla precedente certamente, ma sono diverse anche le azioni che le istituzioni mettono in campo per superarle.
Infatti, in questi giorni Unione Europea e i capi di stato dei paesi maggiormente coinvolti, sono al lavoro per trovare una alternativa al gas e petrolio russi per far fronte al fabbisogno energetico futuro, anche attraverso una politica energetica comune.
L'Europa sta preparando un NEXT GENERATION EU per l'energia che verrà presentato a Versailles in Francia il 10 e l'11 marzo e sarà finanziato con EUROBOND.
Capisco quanto sia difficile rivolgere un pensiero positivo al futuro ma, questa bella notizia rasserena gli animi e anche le borse, osservando il grafico a seguire possiamo notare che anche la storia ce lo insegna.
Le Guerre nella storia e l'indice Dow Jones.
Quello che vediamo nell’immagine sotto, è il grafico dell’indice azionario americano Dow Jones Industrial Average in tempi di guerra, in particolare sono presenti 3 eventi molto importanti (e probabilmente più estesi del conflitto Russia-Ucraina).
- Prima Guerra Mondiale
- Seconda Guerra Mondiale
- Guerra in Vietnam

Fonte Bureau of labour statistic
Anche solo osservando il grafico, con i periodi di guerra evidenziati in grigio, possiamo vedere come i valori a fine guerra, fossero in linea e spesso superiori rispetto all’inizio, e questo in tutte e tre le occasioni menzionate sopra.
Con il senno di poi ci ripenseremo, ma adesso, non tutti possono cogliere l’occasione acquistando dato che significherebbe ampliare la volatilità, almeno nel breve termine.
COME PROTEGGERE IL PORTAFOGLIO DALL’ ECCESSIVA VOLATILITÀ?
L’invasione russa dell’Ucraina ha catapultato i mercati energetici in un territorio inesplorato.
L’Occidente sta infliggendo sanzioni senza precedenti sul secondo produttore petrolifero mondiale, una mossa che potrebbe avere conseguenze durature per la domanda e le scorte energetiche pertanto può rivelarsi strategico oggi l'inserimento nel nostro portafoglio degli asset come le materie prime, tra cui oro, gas, petrolio, grano, per citare i maggiori.
PER QUALE MOTIVO?
Prima di leggere i numeri attraverso i grafici è necessario far luce su uno dei concetti maggiormente significativi a cui prestare attenzione nella costruzione di un portafoglio resistente ossia la DECORRELAZIONE.
Cosa significano correlazione e decorrelazione?
Per semplificare il concetto ipotizziamo che il nostro portafoglio sia un orto, non di serra, che offre i suoi frutti secondo le leggi della natura.
Se coltiviamo solo pomodori, zucchine, peperoni, melanzane, ecc avremmo il cibo solo a giugno, dato che fioriscono tutti nello stesso periodo.
Con la coltivazione di cavolfiore, radicchio, broccoli, essendo ortaggi tipicamente invernali riusciremo a diversificare e avere ortaggi in ogni periodo dell'anno.
L'aver coltivato ortaggi tra loro de-correlati, ossia che sviluppano i frutti in periodi dell'anno differenti, ci consente di avere cibo costantemente, se invece coltiviamo ortaggi la cui crescita è simile mangeremo in abbondanza durante un determinato periodo ma rimarremo senza cibo il resto dell'anno.
Per questo motivo è importante costruire un portafoglio decorrelato.
Pertanto, sempre semplificando, gli strumenti finanziari correlati sono asset che tra loro hanno un andamento simile, al contrario gli strumenti de correlati sono quelli con andamento contrario l'uno con l'altro, seppur con gradi diversi di de-correlazione, e consentono di mantenere bassa la volatilità, in quanto il loro rendimento in periodi di crisi compensa l'andamento negativo dei mercati azionari e obbligazionari.
La correlazione viene misurata con un coefficiente che varia da +1 e -1.
Senza voler essere esaustiva, semplificando il concetto : quando tra loro due attività presentano lo stesso andamento, positivo o negativo, il coefficiente di correlazione è uguale a 1, quando il loro comportamento è divergente avremo coefficiente -1.
Le borse sono ciniche !
La crisi in atto se da un lato causa una forte volatilità dall'altro ci offre l'opportunità di ridurre la volatilità di portafoglio con l'inserimento dei comparti che investono sulle materie prime dato che essendo in forte rialzo, si comportano da cuscino al calo dell'azionario e se inserite in portafoglio, con peso deciso possono portare miglioramenti significativi alla performance.
Senza voler entrare in logiche di speculazione l'obiettivo, in questo memento difficile, è ridurre la volatilità.
Durante le crisi pochissimi asset salgono, alcuni tengono, tutto il resto viene giù, in questo contesto, l'attenzione si sposta verso le attività che beneficiano del trambusto; Quali sono questi asset, quindi?
oro e materie prime.
La crisi in Ucraina sta spingendo sui prezzi di petrolio, gas e materie prime.
Storicamente, l’oro rappresenta un rifugio per gli investitori durante i periodi di crisi:
il prezzo è cresciuto n modo significativo durante crisi finanziaria del 2008, così come in quella del debito sovrano europeo del 2011 e allo scoppio della pandemia nel 2020.
In queste settimane il rialzo dell'oro è contenuto, la performance da inizio anno è pari al 4,57% (Gold Fixing sulla piazza di Londra, al 25.02.2022), invece il rialzo delle altre materie prime è in accelerazione.
Consideriamo l’indice più diffuso, il CRB Core/Commodities, (la linea azzurra) all’interno del quale il petrolio rappresenta la percentuale maggiore, troviamo il gas naturale e alcune materie prime agricole (soia e mais, nello specifico):
Ebbene, dall’inizio dell’anno l’incremento dell’indice è pari al 13,93%, invece tutte le altre attività finanziarie sono negative.
Guardando questo ultimo anno, oro e materie prime (commodities) sono andate meglio sia rispetto all’azionario globale che all’obbligazionario titoli di stato, sia americano che europeo.
(elaborazione su dati FIDA, serie storica 25.02.2021 – 25.02.2022).
Se spostiamo lo sguardo indietro di 10 anni , troviamo valori completamente diversi; Le materie prime offrono una performance dell' 1,75% , invece l'azionario offre il 175,04%.
Una discreta differenza, no?
(elaborazione su dati FIDA, serie storica 25.02.2012 – 25.02.2022)
CONSIDERAZIONI
Riporto volentieri anche queste considerazioni, in forma ridotta, del Dott Rocco in relazione all'analisi dei due grafici, che vale la pena evidenziare.
Il primo:
Nel breve termine le quotazioni sono spinte non tanto dalla qualità dei fondamentali di un asset, quanto dalla congiuntura del momento.
I sentimenti come paura, euforia, incertezza e eccesso di sicurezza (overconfidence) sono stati d’animo contrastanti che condizionano molto i movimenti di breve, ma che tendono a scomparire sui risultati di lungo.
Il secondo: la pazienza è una virtù richiesta non solo a chi investe in azioni, ma anche a chi investe in oro e materie prime.
Chi avesse investito in oro nel 2012, dopo la crisi del debito Italiano e Greco, avrebbe recuperato non prima del 2020: circa 8 anni di attesa. Ancora più pazienza è servita per chi ha investito nel paniere di commodities: appena ora, dopo il fortissimo rally degli ultimi 12 mesi, le quotazioni hanno superato il livello raggiunto dieci anni fa.
Il terzo: se un asset ha ottenuto rendimenti modesti, non significa che abbia un’utilità modesta.
CONCLUSIONE
La costruzione di un portafoglio è un processo ben diverso dal semplice assembramento di strumenti finanziari!
Ragion per cui, un portafoglio resiliente ed efficiente si ottiene partendo dalla diversificazione per aree geografiche, stili d'investimento, asset class, capitalizzazione di mercato e per generare valore in termini di riduzione del rischio, risulta indispensabile lo studio del comportamento reciproco tra coppie di attività finanziarie, sintetizzato dal coefficiente di correlazione lineare.
Pertanto, pur non offrendo ritorni validi nel lungo periodo, le materie prime offrono nello stesso tempo una bassa correlazione con l'azionario e obbligazionario, talvolta si muovono anche in senso opposto, e per questo riducono la volatilità e possono mantenere il portafoglio stabile, in attesa della ripresa dei mercati.
Per capire se e come possiamo migliorare i tuoi investimenti non esitare a contattarmi.
A presto
Alessandra Pitzalis
( fonte Ecomatica s.r.l.)
