Perché mai dovrei destinare il TFR al fondo pensione?



Molti lavoratori arrivano a un punto della carriera in cui si chiedono cosa fare del proprio TFR.

E quasi tutti partono dalla stessa domanda: 

"Perché dovrei destinare il mio TFR a un fondo pensione, quando posso semplicemente lasciarlo in azienda o all’INPS? Almeno lì so come funziona..."

Una domanda legittima. 

Per rispondere in modo semplice e concreto, ti racconto la storia di Luca, un giovane dipendente che lavora in un’azienda di servizi con oltre 50 dipendenti.

Guadagna 30.000 euro lordi all’anno e – come tanti – deve decidere dove destinare il proprio TFR.

Come spesso succede, non sapendo cosa fare, non esercita nessuna scelta.

Ma in un’azienda con più di 50 dipendenti, il silenzio-assenso fa sì che, in assenza di una scelta esplicita da parte del lavoratore, il TFR venga automaticamente destinato al fondo Tesoreria dell' INPS.

 Una scelta “involontaria” che può pesare molto sul futuro previdenziale.

Ma attenzione, il FondINPS non è un fondo pensione vero e proprio, il TFR non viene accantonato realmente, ma letteralmente assorbito nel pozzo senza fondo del debito italiano.

Il TFR nel FondINPS è solo una scrittura contabile e viene rivalutato con una formula fissa:

1,5% + 75% dell’inflazione.

Nemmeno paragonabile ai rendimenti dei fondi pensione!

I dati ci dimostrano quanto storicamente, questo meccanismo abbia prodotto una rivalutazione, non chiamiamolo rendimento, molto più basso rispetto a quello medio restituito dai fondi pensione.

Per dovere di chiarezza riporto una tabella con i rendimenti dei fondi pensione degli ultimi anni

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Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.

 

Se Luca lasciasse il denaro nel fondo tesoreria INPS, dopo 40 anni di lavoro e accantonamenti da 2.073 euro l’anno (6,91% del suo stipendio), il suo montante netto finale sarebbe di circa 123.794 euro.

Nessun contributo aggiuntivo da parte dell’azienda.

Nessun vantaggio fiscale.

Nessuna possibilità di anticipazione!

Questa è una importante differenza: del TFR versato all'INPS non si possono chiedere anticipazioni!!

In pratica, si rivela una soluzione statica, con denaro bloccato e con una rivalutazione minima.

Senza mezzi termini la soluzione meno efficace!

Invece, quali sono i vantaggi dell'accantonamento del TFR nel fondo pensione di categoria o in un'assicurazione privata?

E qui le cose cambiano profondamente.

6 vantaggi

1. Rendimento potenziale

A differenza del fondo tesoreria INPS, nel fondo pensione, il TFR di Luca viene realmente investito sui mercati.

Si possono scegliere varie linee garantita, bilanciata, azionaria, ecc. in base all'orizzonte temporale

Secondo i dati storici, su un orizzonte lungo, come i 40 anni di Luca, una linea azionaria può ragionevolmente rendere il 4% netto annuo. (stima al ribasso)

Vedi la tabella sopra.

➡️ quindi tornando al nostro esempio, il risultato finale sarebbe 189.525 euro netti.

Ben oltre 65.000 euro in più, rispetto al montante accantonato nel FondINPS.

2. Vantaggi fiscali

non trascuriamo poi i vantaggi fiscali:

•    I versamenti volontari sono deducibili dal reddito fino a 5.164 euro l’anno → meno tasse oggi.

.    Rendimento tassato al 20% non al 26%

•    La tassazione finale è molto più bassa: dal 15% fino al minimo del 9% dopo 35 anni.

In base agli anni di accantonamento nl fondo pensione la tassazione sulla rendita pensionistica, dal 15% si riduce fino 9%

Invece la tassazione finale media del capitale versato al FondINPS varia dal 24–26% 

3. Anticipazioni

Come anticipato sopra, il denaro versato nel fondinps è vincolato

•    invece Il fondo pensione consente anticipazioni fino al 75% per acquisto o ristrutturazione prima casa, spese sanitarie gravi, o 30% per altre esigenze.

•    Il denaro accantonato nel fondo pensione è realmente investito e quindi utilizzabile, a norma di legge.

4. Protezione patrimoniale

Altri vantaggi rientrano nel perimetro della protezione del patrimonio

•    I fondi pensione sono separati legalmente dal patrimonio del gestore e del datore di lavoro.

•    Sono impignorabili e insequestrabili (salvo casi specifici).

Il TFR nel FondINPS è solo un credito verso lo Stato.

5. Personalizzazione

•    Nei fondi pensione Luca può scegliere la linea più adatta al suo profilo e modificarla nel tempo.

•    Il FondINPS non offre alcuna scelta: è un contenitore passivo, senza gestione individuale.

6. Assistenza di un consulente finanziario 

Il fondo pensione offre il vantaggio di essere gestito e monitorato con l’aiuto di un consulente finanziario professionista, che:

  • valuta la linea di investimento più adatta al tuo profilo,

  • monitora l’andamento del fondo,

  • gestisce switch, versamenti aggiuntivi e ottimizzazione fiscale,

  • accompagna il dipendente nelle scelte delicate (anticipazioni, riscatto, prestazione finale).

 

 

 In sintesi:

Scelta

Montante Netto Finale

Contributo Azienda

Flessibilità

Fiscalità

FondINPS

123.794 €

Tassazione ordinaria

Fondo Pensione (solo TFR)

189.525 €

Tassazione agevolata

Fondo Pensione + Contributo volontario + Azienda

274.550 €

 

 

Conclusione


Il TFR può essere una leva potente per costruirsi una pensione integrativa vera, concreta e fiscalmente efficiente.

E la differenza ra accantonamento al fondo inps rispetto al fondo pensione, come hai visto, può superare i 150.000 euro netti.
  In più: protezione legale, flessibilità, libertà.

Se anche tu ti trovi nella stessa situazione, non lasciare questa scelta al caso o alla burocrazia.
  Parliamone insieme: bastano pochi minuti per capire cosa davvero conviene nel tuo caso.

 

 


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alessandra pitzalis

Consulente Finanziario Iscritto all’Albo dei Consulenti Finanziari Delibera Consob N° 13354 del 27/11/2001

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